Bartolomeo Cordans
Messa da requiem e Tre Responsori per la Settimana Santa
Bartolomeo Cordans è considerato il compositore che più di ogni altro ha segnato una tappa fondamentale nella storia della musica sacra settecentesca in Friuli. Nato a Venezia il 12 marzo 1698, a sedici anni entra nell'ordine dei minori osservanti di S. Francesco, poi, nel 1724, diventa prete secolare.
copertina della pubblicazione su Bartolomeo Cordans
Inizialmente svolge le mansioni di musicista nella parrocchia veneziana di S.Giacomo di Rialto, suonando l'organo e insegnando canto ai chierici: in seguito si impegna nella composizione di melodrammi, andati in scena nei teatri veneziani, a partire dal 1728.
Le partiture delle sue opere (Ormisda, 1728; La generosità di Tiberio, 1729; La Silvia, 1730; Romilda, 1731; La Rodelinda, 1731) sono andate purtroppo perdute e solamente i libretti superstiti testimoniano oggi la sua attività teatrale. Alla Bibliothèque Nationale di Parigi si trova l'unico frammento musicale superstite di un'opera scritta da Cordans, cioè un duetto della Romilda.
Nel 1735 ottiene l'incarico di maestro di cappella del Duomo di Udine e si mette subito all'opera per rilanciare questa istituzione che dal 1721 aveva subito un periodo di decadimento.
A Udine Cordans abbandona definitivamente il genere melodrammatico e la sua produzione è quasi esclusivamente sacra nelle forme a cappella e concertate, servendosi per le celebrazioni più solenni di un'orchestra arricchita da oboe, flauti, trombe e corni. Il suo repertorio strumentale si limita a 24 sonate per due violini e basso continuo, una sonata per violino e organo e alcuni brani per organo solo.
Due giorni prima di morire (14 maggio 1757) dona il suo ritratto e la quasi totalità della sua produzione sacra (circa 400 composizioni) ai Deputatio di Udine.
La quasi totalità delle sue opere rimane ancora inedita, anche se nella seconda metà dell'Ottocento, grazie ad alcune stampe italiane ed estere, una decina di composizioni a cappella hanno ottenuto una certa diffusione.
Dell'autore abbiamo pubblicato la Messa da requiem a tre voci virili e organo e Tre Responsori per la Settimana Santa.
Giovanni B. Tomadini
La vita, tre messe brevi, un Magnificat e un Miserere
Giovanni Battista Tomadini, figlio del commerciante Antonio, nasce a Udine nella parrocchia di San Giacomo il 16 agosto 1738. La prima notizia della sua attività artistica risale al 1758 quando entra a far parte della cappella musicale del Duomo di Udine in qualità di cantante e secondo organista.
Nel 1763 si reca a Cividale per studiare con Pietro Alessandro Pavona (il musicista friulano più famoso in quel periodo) e tre anni dopo a Venezia per apprendere l'arte del contrappunto.
Nel 1770 compone un virtuosistico Salve Regina per soprano e orchestra per la cerimonia della traslazione della Vergine nel nuovo altare presso la Chiesa della Beata Vergine delle Grazie. Il nuovo gusto musicale piace e per il successo ottenuto dall'esecuzione di questo brano Tomadini viene subito eletto vicemaestro di cappella.
Nel 1772 va a Bologna per studiare composizione con il celebre Giovanni Battista Martini; infine nel 1775, con la morte del Rizzi, diviene a tutti gli effetti maestro di cappella del Duomo di Udine che manterrà per il resto dei suoi giorni.
Giovanni Battista Tomadini muore compianto dai suoi cittadini il 6 gennaio 1799 e viene sepolto nel Doumo di Udine.
Per lungo tempo le sue composizioni continueranno a essere proposte dalla cappella udinese; numerose sue opere risultano orchestrate in epoca ottocentesca e riproposte con organici più ampi rispetto a quelli originali.
Per la mancanza di edizioni a stampa delle sue opere il suo nome è del tutto scomparso dai repertori nonostante oggi del maestro udinese si conoscono oltre 200 manoscritti di opere sacre e una decina di brani per strumento a tastiera solo (organo e/o clavicembalo).
Purtroppo perduta è la musica della sua unica opera profanadi cui si abbia notizia, una Cantata pastorale eseguita nel salone del Castello di Udine la sera del 10 gennaio 1781.
Dell'autore abbiamo pubblicato "La vita e il catalogo delle opere", le partiture di Tre Messe brevi, un Magnificat per coro virile e organo, e un Miserere a due cori per voci miste.
Alberto Mazzucato
La raccolta "Musica Sacra"
Senza alcun dubbio Alberto Mazzucato può essere considerato il più grande musicista friulano del passato non tanto per quanto ha fatto in regione (pianista e precoce compositore, allievo della madre Elisabetta Rinoldi) ma per quanto è riuscito a fare negli ambienti milanesi nell'arco della sua vita.
A Padova, mentre era studente universitario di matematica, sviluppa la sua vocazione musicale e nel 1834, con La fidanzata di Lammermoor, inizia la carriera di compositore di melodrammi rappresentati con alterno successo nei teatri italiani fino al 1843 (Don Chisciotte, 1836; Esmeralda, 1838: il suo maggior successo, rappresentata anche a Udine e a Trieste; I corsari, 1840; I due seregenti, 1841; Luigi V e Hernani, 1843).
Mentre tentava di affermarsi nel mondo operistico (collezionando critiche contrastanti), Mazzucato cominciò ben presto ad occuparsi anche di altri aspetti della cultura musicale.
Stabilitosi a Milano, dal 1839 fu professore di canto in Conservatorio per poi passare alla cattedra di composizione e all'incarico di direttore (1872); organizzò per primo un regolare corso di storia della musica e tradusse in italiano importanti trattati di canto (Panofka), di armonia (Fétis) e soprattutto di orchestrazione (il recentissimo trattato di Berlioz).
Svolse un'intensa attività di critico musicale sulla "Gazzetta Musicale di Milano" affrontando la critica operistica, la storia della musica, la musica strumentale e la didattica; in teatro fu uno dei primi esempi di moderno concertatore-direttore non violinista (al tempo il concertatore preparava gli interpreti e il primo violino dirigeva l'esecuzione pubblica).
Per quanto riguarda la musica sacra, come compositore e critico si inserì nel delicato momento della definizione di uno "stile da chiesa" adatto all'ambiente sacro, ma non sgradito a un pubblico abituato solo alla musica operistica.
Di questo autore il Coro Polifonico di Ruda ha pubblicato la raccolta in due volumi "Musica Sacra" contenente porzioni di messe e mottetti per coro virile facenti parte del programma monografico a lui dedicato.
Organi e tradizioni organarie nel Friuli Venezia Giulia
Giungere ad una catalogazione la più sistematica possibile di tutti gli organi esistenti nel Friuli Venezia Giulia; dotare gli strumentisti di un agile quanto completo supporto didattico; restituire ad una giusta dimensione storica un patrimonio che forse non ha eguali in Italia: questi gli obbiettivi che la nostra Associazione Culturale intende perseguire con la pubblicazione della collana "Organi e tradizioni organarie nel Friuli Venezia Giulia".
Ci sono stati in questi anni molti studi e pubblicazioni sugli organi - basterà qui ricordare quelli di Giuseppe Vale sulla storia dell'organo in Friuli (1927), il volume di Iris Caruana sugli organi dell'Arcidiocesi di Gorizia (1973), quello di Igino Paroni e Onorio Barbina sugli Organi dell'Arcidiocesi di Udine (1973), il quaderno del Centro di catalogazione di Villa Manin sugli organi restaurati in Friuli Venezia Giulia dal 1976 al 1993, la guida agli organi della diocesi di Concordia-Pordenone di Andrea Tomasi (2000) -: ma poiché dopo il terremoto del 1976, soprattutto in Friuli, le cose da questo punto di vista sono radicalmente cambiate, ci è sembrato deveroso, giusto ed opportuno impegnarci in questo campo.
Con l'obbiettivo di giungere alla catalogazione e alla pubblicazione di una collana comprendente tutti gli organi della Regione in modo da venire incontro alle attese dei parroci, degli organisti e del variegato mondo concertistico locale, nazionale e internazionale.
Abbiamo così instituito un Comitato scientifico al quale il problema è stato sottoposto. È stato quindi coinvolto il Conservatorio 'Jacopo Tomadini' di Udine, per la realizzazione di un corso specifico per la preparazione dei catalogatori, e la Soprintendenza ai Beni storici, architettonici, artistici e culturali del Friuli Venezia Giulia che hanno accettato di buon grado la collaborazione e il programma di lavoro.
Si è così pensato di suddividere la ricerca - che si configura come work in progress con tempi medio-lunghi di realizzazione - in otto volumi.
Gli organi soto stati suddivisi per diocesi, con tre volumi per la sola Arcidiocesi di Udine dalle dimensioni molto più vaste di quelle di Trieste, Concordia-Pordenone e Gorizia.
Gli ultimi due tomi sono dedicati, rispettivamente, al Dizionario degli organari e all'Arte figurativa negli organi.
Al termine del progetto il Friuli Venezia Giulia sarà, assieme alla Toscana e alle Marche, tra le prime regioni d'Italia a poter vantare una simile catalogazione.
Piano dell'opera
| I | P. 461 E. | La Diocesi di Trieste | ISBN 88 - 7736 - 461 - 0 |
| II | P. 462 E. | La Diocesi di Gorizia | ISBN 88 - 7736 - 462 - 9 |
| III | P. 463 E. | La Diocesi di Concordia - Pordenone | ISBN 88 - 7736 - 463 - 7 |
| IV | P. 464 E. | L'Arcidiocesi di Udine - I | ISBN 88 - 7736 - 464 - 5 |
| V | P. 465 E. | L'Arcidiocesi di Udine - II | ISBN 88 - 7736 - 465 - 3 |
| VI | P. 466 E. | L'Arcidiocesi di Udine - III | ISBN 88 - 7736 - 466 - 1 |
| VII | P. 467 E. | Dizionario degli organari | ISBN 88 - 7736 - 467 - X |
| VIII | P. 468 E. | L'Arte figurativa degli organi | ISBN 88 - 7736 - 468 - 8 |
Comitato Scientifico
Paolo Casadio - Paolo Goi - Fabio Metz - Lorenzo Nassimbeni - Marco Sofianopulo - Loris Stella
PIZZICATO EDIZIONI MUSICALI
via Monte Ortigara 10 - 33100 Udine / Italy
Telefax (0432) 45288


















